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Blocchi dei tir, l’allarme delle aziende alimentari: deperibili e produzione in difficoltà

Unione Italiana Food segnala problemi nelle consegne e nell’arrivo delle materie prime, fino al fermo di alcuni impianti nelle zone più colpite. Il 20 ottobre il confronto con il Governo a Milano

Scaffali semivuoti supermercati
Scaffali vuoti nei supermercati a causa delle proteste sul carovita
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I blocchi dei tir stanno ostacolando sia le consegne degli alimenti sia l’arrivo delle materie prime alle aziende. A segnalare le difficoltà è Unione Italiana Food, che richiama in particolare la situazione delle produzioni deperibili e degli alimenti con una breve durata commerciale.

Nella nota diffusa il 19 ottobre, l’associazione aderente a Confindustria riferisce anche il fermo di alcuni impianti produttivi nelle aree maggiormente interessate dalle proteste contro il caro carburanti. Le interruzioni, avverte, possono avere conseguenze sui rifornimenti dei supermercati.

Perché gli alimenti deperibili sono più esposti

Tra gli esempi indicati da Unione Italiana Food figurano i prodotti di IV gamma, come le insalate fresche lavate e confezionate, e gli altri alimenti con una breve shelf life, cioè una durata limitata prima della scadenza.

Per queste produzioni, le difficoltà riguardano due passaggi della filiera: l’approvvigionamento degli ingredienti da lavorare e la distribuzione del prodotto finito.

Secondo l’associazione, i blocchi stanno quindi incidendo sulla continuità delle attività, oltre che sul trasporto delle merci già pronte.

Impianti fermi nelle zone più colpite e ripercussioni sulle consegne

Unione Italiana Food segnala che, in alcune aree particolarmente interessate dalla mobilitazione, la situazione ha portato anche all’interruzione della produzione.

È un allarme riferito alle zone più colpite: la nota non fornisce un elenco degli stabilimenti coinvolti né una quantificazione nazionale delle aziende ferme.

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Le possibili conseguenze sugli scaffali dipendono dalla durata dei blocchi e dalle condizioni delle singole filiere distributive. La segnalazione non equivale quindi a una carenza generalizzata di tutti i prodotti alimentari.

Il costo del carburante pesa anche sulle aziende alimentari

Alle difficoltà logistiche si aggiunge il costo dei trasporti. L’associazione riferisce che alcune imprese alimentari stanno riconoscendo ai vettori i maggiori oneri legati al carburante.

Una situazione che, secondo Unione Italiana Food, diventerebbe insostenibile se dovesse protrarsi a lungo. La richiesta è di ripristinare condizioni che permettano di lavorare con continuità alle aziende agricole, alle imprese di trasformazione e agli autotrasportatori.

Il tavolo del 20 ottobre con il Governo

Il confronto con le associazioni dell’autotrasporto è stato convocato per martedì 20 ottobre alla Prefettura di Milano, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La convocazione è confermata anche dalle organizzazioni di categoria.

Unione Italiana Food auspica che l’incontro contribuisca a stabilizzare la situazione e a consentire la ripresa regolare delle attività.

Nella nota del 19 ottobre, l’associazione indicava la possibilità che le proteste proseguissero fino al 27 ottobre. Si tratta di una prospettiva segnalata in quel momento, non di una durata certa dei blocchi.

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