Vinitaly a Sibari, il calice incontra la forchetta: chi si prende la scena?
Dallo Zibibbo alla pizza con fichi e ’nduja, passando per un risotto sorprendente: gli assaggi che ricordo e quelli che mi hanno convinto meno, nel cuore del Parco Archeologico

VALE DAVVERO?
3PK · Promosso
Una manifestazione ben organizzata, capace di valorizzare il vino, il territorio e alcune eccellenze gastronomiche. Non tutti gli assaggi hanno mantenuto lo stesso livello, ma i momenti davvero riusciti non sono mancati.
A Vinitaly a Sibari il vino è protagonista, ma anche la forchetta ha qualcosa da dire. Tra pizza, street food, primi piatti, dolci e gelati, ho assaggiato proposte diverse, con una domanda a fare da filo conduttore: vale davvero?
Il mio bilancio della terza edizione al Parco Archeologico di Sibari è positivo. Alcuni assaggi hanno lasciato il segno, altri meno. Ecco cosa mi ha convinto.
L’organizzazione funziona, con una sbavatura
Spazi gestiti in maniera ordinata e un’offerta ampia: l’organizzazione è promossa. Muoversi tra proposte gastronomiche e degustazioni ha permesso di esplorare esperienze diverse.
Poche le sbavature. La più evidente è stata la sospensione della vendita di acqua naturale nel chiosco centrale del Parco: un dettaglio che, durante una manifestazione dedicata anche al vino, merita attenzione.
Fichi e ’nduja: la pizza che si fa ricordare
Tra pizza e street food, il mio assaggio più convincente è stato la pizza in teglia con fichi e ’nduja. Un abbinamento deciso ma equilibrato, riuscito nell’incontro tra dolcezza e piccante.
La pizza a portafoglio di Luciano Sorbillo è stata piacevole, senza però lasciare un ricordo particolare. Sufficiente.
Il cuoppo, invece, è finito tra gli assaggi meno convincenti dell’evento.
Il risotto sorprende, la fileja racconta la Calabria
Il risotto di Masseria Fornaro è stato uno dei momenti migliori della manifestazione: un assaggio stupefacente e ben costruito.
La fileja alla ’nduja di Barbieri Altomonte ha portato nel piatto sapore intenso, identità territoriale e carattere. Una proposta in cui la Calabria si riconosce.
Due assaggi diversi, entrambi capaci di lasciare qualcosa da ricordare.
Il calice migliore? Per me, lo Zibibbo
Il Sauvignon bianco della cantina Russo & Longo mi ha convinto: fresco e piacevole, ha accompagnato bene gli assaggi gastronomici.
A prendersi la scena, però, è stato lo Zibibbo bianco della Cantina Benvenuto. Profumato, intenso, con grande personalità: per me è stato il miglior calice degustato.
Il finale passa dagli agrumi
La macedonia dell’Azienda Agricola Franco è stata buona, fresca e piacevole.
Molto gradevole anche la brioche cioccolato e nocciola della Gelateria Massimiliano Tagliaferro: golosa e ben equilibrata.
Il gelato ai cinque agrumi del territorio ha avuto qualcosa in più. Fresco, aromatico e riconoscibile, è stato uno degli assaggi che ricordo con maggiore piacere.
Vale davvero? Il verdetto è 3 PK
Vinitaly a Sibari: 3 PK, promosso.
Una manifestazione ben organizzata, capace di valorizzare il vino, il territorio e alcune eccellenze gastronomiche. Non tutti gli assaggi hanno mantenuto lo stesso livello, ma i momenti riusciti non sono mancati.
Se devo scegliere cosa portare con me da questa esperienza, dico Zibibbo della Cantina Benvenuto, risotto di Masseria Fornaro, pizza con fichi e ’nduja e gelato ai cinque agrumi.
E tu, se hai partecipato, quale assaggio ricordi di più? Raccontamelo nei commenti.


