Pappaluni d’Aspromonte, un Presidio per custodire i fagioli e il lavoro dei contadini
Giovedì 29 ottobre alle 11 la presentazione a Delianuova. Il progetto Slow Food coinvolge sei comuni del versante tirrenico e punta a salvaguardare una coltivazione tradizionale, sostenendo produttori e filiere locali
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I fagioli pappaluni d’Aspromonte sono un Presidio Slow Food. Dopo il debutto a Terra Madre Salone del Gusto a Torino, il progetto sarà presentato al territorio giovedì 29 ottobre 2026 alle 11, nella Sala consiliare del Comune di Delianuova, in piazza G. Marconi.
Al centro c’è una produzione della cucina contadina aspromontana che il Presidio intende difendere dal rischio di scomparsa. Il percorso coinvolge agricoltori e amministrazioni di sei comuni, con l’obiettivo di conservare la biodiversità e creare nuove opportunità per le filiere locali.
Cosa sono i fagioli pappaluni d’Aspromonte
Con il nome pappaluni si indicano fagioli tradizionalmente coltivati nelle fasce medio-alte dell’Aspromonte e delle Serre calabre. La scheda della Fondazione Slow Food distingue due principali tipologie, bianca e violacea, e descrive piante rampicanti che richiedono sostegni, tradizionalmente realizzati con pali di castagno.
La raccolta avviene da agosto a ottobre. È una coltivazione legata alla stagionalità e al lavoro manuale, tramandata nelle comunità dell’entroterra.
Nel comunicato di presentazione, i fagioli vengono descritti come molto dolci e dalla buccia particolarmente tenera. Il loro ruolo nella gastronomia locale precede il riconoscimento: appartengono da tempo all’alimentazione delle famiglie e alle preparazioni della tradizione contadina.
Sei comuni coinvolti nella tutela della produzione
L’area del Presidio comprende Delianuova, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Sinopoli, Santa Cristina d’Aspromonte, Scido e Cosoleto, sul versante tirrenico reggino.
Il progetto è stato proposto da Slow Food Reggio Calabria Area Grecanica, attraverso un percorso avviato nel 2024. Il lavoro ha previsto il coinvolgimento dei produttori, visite tecniche nei campi, l’affiancamento nella definizione del disciplinare e attività di conoscenza e promozione del legume.
L’amministrazione comunale di Delianuova, guidata dal sindaco Domenico Licastro, sostiene economicamente l’iniziativa. L’obiettivo dichiarato è favorire la nascita e il consolidamento di filiere locali, mettendo in relazione la salvaguardia della coltivazione con le possibilità economiche delle comunità coinvolte.
Difendere i pappaluni e contrastare l’abbandono dei terreni
Il progetto affianca alla tutela del prodotto quella del territorio nel quale viene coltivato.
Tra le finalità indicate dai promotori figurano il contrasto all’abbandono dei suoli e la conservazione delle attività agricole nelle aree interne. Il Presidio viene proposto come uno strumento per sostenere chi continua a lavorare questi terreni e per rendere la produzione una risorsa riconoscibile.
Sono obiettivi da sviluppare attraverso il lavoro della filiera: il riconoscimento rappresenta una tappa del percorso, al quale dovranno seguire attività e risultati sul territorio.
La presentazione del 29 ottobre a Delianuova
Alla conferenza stampa sono annunciati gli interventi del sindaco Domenico Licastro, del presidente di Slow Food Calabria Michelangelo D’Ambrosio e del vicepresidente di Slow Food Reggio Calabria Francesco Saccà.
Parteciperanno inoltre Marisa Perrone, funzionaria della Regione Calabria, Marcello Bruno, funzionario ARSAC, e Vincenzo Cilona, direttore del Centro Sperimentale Dimostrativo ARSAC di Gioia Tauro.
Sono previste anche le presenze dei sindaci degli altri comuni coinvolti, del presidente del GAL Batir e dei produttori.
L’appuntamento è giovedì 29 ottobre alle 11 nella Sala consiliare del Comune di Delianuova: un incontro dedicato alla presentazione del Presidio, del percorso svolto e delle prospettive della produzione.


