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Come si mangia da Max Mariola a Milano? Tre esperienze, tre risposte diverse

Il ristorante di Brera mi ha convinto, il bistrot aveva un buon rapporto tra qualità e prezzo. All’Osteria da Fiorella, invece, una visita è stata sufficiente. Il mio racconto, piatti e spesa compresi

Carbonara servita al ristorante di Max Mariola a Milano.
La carbonara provata al ristorante di Max Mariola in via San Marco, nel quartiere Brera a Milano, durante la mia seconda visita.
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Come si mangia da Max Mariola a Milano? Per rispondere parto dalle mie esperienze: ho provato il ristorante di via San Marco, il bistrot di corso Garibaldi e l’Osteria da Fiorella in zona Duomo. Tre locali legati allo stesso chef, dai quali sono uscito con impressioni molto diverse.

La notorietà social porta curiosità e aspettative. Poi, però, arriva il piatto. Ed è lì che comincia la recensione.

Il ristorante di Max Mariola a Brera: qui vale davvero

Il ristorante di via San Marco 26, nel quartiere Brera, si trova in una zona piacevole di Milano: di fronte al Botinero e a pochi passi dalla trattoria Stendhal.

La cornice è bella e i prezzi richiedono attenzione. Ma nella mia esperienza si mangia bene e si paga una cifra che considero adeguata, tenendo insieme posizione, qualità dei prodotti ed esecuzione dei piatti.

Durante una visita ho scelto gli spaghetti con lupini e fiori di zucca, leggermente piccanti. Un primo fresco e leggero, che mi ha convinto. Prima, una parmigiana rivisitata; per chiudere, un tiramisù preparato al momento.

Nella seconda esperienza ho provato anche la carbonara, altro piatto rappresentativo della proposta di Mariola.

La spesa delle mie visite si è collocata intorno ai 45–50 euro a persona, vini esclusi, variando secondo le ordinazioni. Una cifra che, per quello che ho mangiato e per il contesto, ho trovato giustificata.

Motivazione: Il ristorante di Brera mi ha convinto per la qualità dei prodotti e l’esecuzione dei piatti. Gli spaghetti con lupini e fiori di zucca sono stati un assaggio particolarmente riuscito; la spesa, nella mia esperienza, è coerente con cucina e posizione.

Osteria da Fiorella: l’esperienza meno convincente

Il giudizio cambia quando ripenso all’Osteria da Fiorella, accanto alla pizzeria Sorbillo in zona Duomo.

Ci sono stato una volta e non ho sentito il desiderio di tornarci.

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Ho provato calamari e zucchine con salsa di acciughe. Il problema, per me, era proprio la salsa: completamente slegata dal resto del piatto, senza quell’armonia che mi aspettavo.

Non mi hanno convinto neppure gli spaghetti con cozze e pecorino, con qualche pomodorino nella salsa. Un piatto che ricordo come il passaggio meno riuscito del pranzo.

La mia è una valutazione riferita a quella visita, ma il risultato è stato netto: tra le tre esperienze, questa è quella che mi ha deluso.

Motivazione: I due piatti provati non mi hanno convinto. La salsa di acciughe risultava slegata da calamari e zucchine; gli spaghetti con cozze e pecorino non hanno soddisfatto le mie aspettative.

Il bistrot di corso Garibaldi: buoni piatti e una spesa più contenuta

Il bistrot di corso Garibaldi mi ha lasciato un ricordo decisamente migliore.

Qui ho provato una cacio e pepe con tartufo nero e un’amatriciana. Due piatti nei quali ho riconosciuto cura e attenzione: quel lavoro che si vede nel piatto e rende piacevole sedersi a tavola.

Nella mia esperienza, la spesa era intorno ai 35 euro a persona. Un buon equilibrio tra quello che mangiavo e quello che pagavo, in una zona di Milano che offre anche il piacere di una passeggiata dopo pranzo o cena.

Tra il bistrot e il ristorante di Brera cambiavano proposta e conto, ma entrambi mi avevano dato un motivo per tornare.

Motivazione: Cacio e pepe con tartufo nero e amatriciana preparate con cura, accompagnate da una spesa più contenuta rispetto al ristorante di via San Marco.

Quali locali segue oggi Max Mariola?

Questo confronto racconta le mie visite e va distinto dalla situazione attuale delle attività.

Mariola, che oggi divide la propria vita tra Italia e Indonesia, ha dichiarato di aver ceduto il bistrot e l’Osteria da Fiorella, mantenendo il ristorante di via San Marco 26. Le mie esperienze negli altri due locali riguardano quindi il periodo precedente al passaggio di gestione.

Le cifre raccontano le mie esperienze e dipendono dalle ordinazioni.

Max Mariola a Milano: vale davvero?

Per il ristorante di Brera, la mia risposta è sì. È l’indirizzo che mi ha convinto e che resta il riferimento milanese dello chef.

Del bistrot conservo un buon ricordo, soprattutto per il rapporto tra cucina e spesa. Fiorella, invece, non mi ha soddisfatto.

Tre esperienze diverse, con una conclusione: il nome sulla porta accende la curiosità, ma il giudizio lo decide quello che arriva a tavola.

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