Addio a Nadia Santini, la cucina di famiglia diventata tre stelle Michelin
La famiglia ha annunciato la scomparsa della chef di Dal Pescatore. Prima italiana a conquistare le tre stelle, aveva portato la tradizione mantovana sulla scena internazionale
Ascolta l’articolo
Lettura automatica con una voce italiana del dispositivo.
Pronto per l’ascolto.

È morta Nadia Santini, la chef che ha legato il proprio nome alla storia del ristorante Dal Pescatore, a Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, nel Mantovano. La famiglia ha annunciato la scomparsa lunedì 2 novembre 2026, attraverso i canali social del locale.
Nel messaggio, il ricordo professionale lascia spazio soprattutto alla donna, alla madre e ai valori condivisi nella vita quotidiana: sensibilità, empatia, amore, rigore morale ed etica del lavoro. «Grazie Nadia, Grazie Mamma», il saluto dei familiari.
Santini lascia il marito Antonio e i figli Giovanni e Alberto, entrambi impegnati nel ristorante di famiglia.
Dal matrimonio con Antonio alla cucina di Dal Pescatore
Originaria di San Pietro Mussolino, nel Vicentino, Nadia Cavaliere aveva legato la propria vita alla famiglia Santini nel 1974, anno del matrimonio con Antonio e dell’ingresso nella cucina del ristorante.
L’attività era nata nel 1925, sulle rive dell’Oglio. Una storia familiare cresciuta attorno alla cucina del territorio, che Nadia e Antonio hanno accompagnato verso il riconoscimento internazionale, lavorando rispettivamente ai fornelli e nell’accoglienza.
Il passaggio decisivo arrivò nel 1996, quando Dal Pescatore conquistò le tre stelle Michelin. Nadia Santini divenne la prima chef italiana a raggiungere il massimo riconoscimento della guida.
La tradizione mantovana come punto di partenza
La sua cucina ha mantenuto un legame con la cultura gastronomica mantovana e padana: stagionalità, attenzione agli ingredienti e ricette della memoria erano gli elementi attorno ai quali costruire il lavoro.
Agnoli in brodo, tortelli di zucca, risotti e preparazioni di pesce d’acqua dolce raccontano questo rapporto con il territorio. Piatti attraverso i quali la tradizione familiare ha trovato spazio nell’alta ristorazione, conservando una propria identità.
Il percorso di Dal Pescatore è rimasto anche una storia di collaborazione tra generazioni. Il figlio Giovanni ha assunto un ruolo centrale in cucina, mentre Alberto si è dedicato alla sala e ai vini, accanto al lavoro del padre Antonio.
I riconoscimenti internazionali e il ruolo di mentore
Nel 2013 Nadia Santini aveva ricevuto il titolo di World’s Best Female Chef, nell’ambito dei World’s 50 Best Restaurants.
Alla dimensione internazionale si affiancava l’impegno nella trasmissione del mestiere. Il premio Chef Mentore della Guida Michelin 2022, assegnato durante la presentazione del novembre 2021, aveva riconosciuto proprio il suo contributo alla crescita delle nuove generazioni.
Nel racconto pubblicato da Michelin dopo la premiazione, Santini descriveva la cucina anche come un luogo di comprensione e sostegno reciproco: uno spazio nel quale insegnare un lavoro significava prestare attenzione alle persone, alle loro difficoltà e alle possibilità di costruirsi un futuro.
È questa dimensione umana, insieme alla storia gastronomica di Dal Pescatore, che la famiglia ha scelto di mettere al centro dell’ultimo saluto.


