Come si mangia nel locale di Claudio Amendola a Milano? Da Frezza, Roma incontra la città che corre
Arancino filante, amatriciana intensa e saltimbocca meno incisivi: la mia esperienza da Frezza, a Porta Venezia. Una proposta che comprende anche pizza scrocchiarella romana, aperitivo e business lunch
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Come si mangia nel locale di Claudio Amendola a Milano? Il nome dell’attore incuriosisce, ma la risposta va cercata a tavola. Da Frezza, il ristorante di cucina romana in via Giuseppe Sirtori 34, a Porta Venezia, ho provato tre piatti e trovato un’esperienza complessivamente convincente.
Il locale fa parte del progetto Cascina Romana. Qui il richiamo a Roma passa attraverso la cucina, ma anche attraverso un’idea di convivialità che prova a trovare spazio nei ritmi milanesi.
Il tavolo social: mangiare insieme, anche senza conoscersi
Una delle particolarità che mi hanno colpito è il tavolo social, dove si può mangiare accanto a persone che non si conoscono.
È un dettaglio che dà carattere all’esperienza. In una città nella quale spesso si corre da un appuntamento all’altro, condividere la tavola diventa un’occasione per rallentare e scambiare due parole.
Durante la mia visita ho trovato anche un servizio preciso e attento. Un elemento che contribuisce al giudizio, insieme a ciò che arriva nel piatto.
L’arancino e l’amatriciana: gli assaggi che mi hanno convinto
Ho cominciato con un arancino filante e gustoso. Un’apertura riuscita, che mi ha lasciato una buona impressione.
Il piatto più incisivo sono stati però i bucatini all’amatriciana: una salsa importante, intensa e avvolgente. È l’assaggio che ricordo maggiormente e quello che sceglierei per raccontare la mia esperienza da Frezza.
I saltimbocca erano buoni, ma meno incisivi rispetto al primo. Non tutti i piatti mi hanno lasciato lo stesso ricordo: l’amatriciana, in questa visita, ha avuto una marcia in più.
Anche pizza scrocchiarella e formule per la Milano frenetica
La proposta di Frezza non si ferma ai primi e ai secondi della tradizione. Comprende anche la pizza tonda romana, bassa e scrocchiarella, insieme all’aperitivo e al business lunch dal lunedì al venerdì.
È una varietà che permette di scegliere il locale per occasioni diverse: una cena, una pizza, una pausa pranzo di lavoro o un incontro davanti a un cocktail.
La leggo come una proposta adatta anche a un pubblico “smart”, che vive Milano in modo frenetico e cerca alternative secondo il tempo e il momento della giornata. La cucina romana resta il riferimento, ma cambia il modo di avvicinarsi alla tavola.
La pizza non rientra negli assaggi di questa recensione: la segnalo come parte dell’offerta, senza attribuirle un giudizio che non ho maturato personalmente.
Quanto ho speso da Frezza a Milano?
Nella mia esperienza, la spesa è stata di circa 45 euro a persona.
È il riferimento della mia visita, non un prezzo fisso: il conto cambia secondo piatti, bevande e formula scelta.
Frezza vale davvero?
Per me sì: 3 PK — promosso.
L’arancino mi ha convinto e l’amatriciana è stata il piatto più memorabile. I saltimbocca, pur buoni, hanno lasciato un’impressione meno forte. Il servizio attento e il tavolo social completano un’esperienza che merita la sosta.
Motivazione: Arancino filante e gustoso, bucatini all’amatriciana con una salsa intensa e avvolgente e servizio preciso. I saltimbocca sono buoni, ma meno incisivi. Il giudizio complessivo è positivo, con una spesa di circa 45 euro a persona durante la mia visita.


